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Lidia Are Caverni
Italia
Sul labbro la lieve peluria del tempo
Le carezze che non ti ho dato le dita
Segnano l’ombra il lieve ondeggiare
Di foglie il vento soffia a rinfrescare
L’anima tacciono gorgoglii d’uccelli
Dove si chiudono speranze i nidi
Sono colmi piccoli esseri implumi
In attesa dell’imbeccata sospesi
Al limite del vuoto dove non si vede nessuno.
(…)
Col collo teso come fa la giraffa
Nel suo sopravvivere una manciata
Di foglie amare masticate in fretta
Prima che volino avvoltoi nella
Prateria altre vite esseri nascosti
Che non si vedono ma che pure
Esistono per rivendicare la vita.
Tratto da Le Montagne di Fuoco, Ed. Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 2005.
Vincitore, sez. poesia, della XII Ed. del Premio “Nuove Lettere”.
Lidia Are Caverni, potessa e narratrice (Olbia –SS- 1941). Collabora a varie riviste letterarie, presente in numerose antologie, anche con studii storici-antropologici. Della stessa autrice ricordiamo: Un giorno e poi… (Ed. Del Leone, 1985), Il giorno di primavera (Edizioni Universitaria, 1992), Il satiro e la bambina (Masso delle Fate, 2000), Clotilde e la bicicletta (Bruno Mondadori Editore, 2000).
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